100 leader per il pianeta, fondamenti per il nuovo paradigma eco-energetico è il convegno che si è tenuto lo scorso 26 giugno 2023 a Roma, nella meravigliosa sala della Regina presso Palazzo Montecitorio Camera dei Deputati.
Oltre a prestigiosi relatori del mondo politico e scientifico, al convegno è intervenuto anche l’arch. Marco Capellini per parlare di innovazione materica e scenari di mercato verso nuovi modelli di Economia circolare.
Durante il suo intervento, l’architetto Marco Capellini ha evidenziato come il futuro della sostenibilità risieda nelle scelte consapevoli che facciamo.
“Non si tratta più soltanto di ridurre l’impatto ambientale, ma di progettare soluzioni di materiali e prodotti che siano intrinsecamente rigenerative e rivolte all’economia circolare. L’innovazione materica, secondo è il motore che permette di trasformare gli scarti in risorse preziose, riducendo la dipendenza dalle materie prime vergini e ottimizzando i cicli produttivi.” dichiara Capellini.
In merito alla consapevolezza aziendale e gli scenari di mercato, è emerso chiaramente come la sostenibilità non sia più un costo da sostenere, bensì un asset strategico fondamentale. Le aziende che oggi investono in innovazione materica e circolarità si posizionano come pionieri in un mercato globale che premia sempre più la trasparenza dei processi e la rigenerazione delle risorse, rendendo la propria filiera più resiliente alle crisi degli approvvigionamenti.
Inoltre sull’urgenza del cambio di mentalità è emerso come il passaggio da un’economia lineare a una circolare richiede, prima di tutto, un cambio culturale radicale: smettere di guardare all’oggetto a fine vita come a un rifiuto e iniziare a considerarlo come un deposito di energia e materia ancora disponibile. Solo attraverso questa nuova lente la decarbonizzazione potrà diventare un traguardo concreto e non solo una dichiarazione di intenti.
Il convegno ha confermato che la sfida della decarbonizzazione e della gestione efficiente delle risorse richiede una leadership diffusa. L’integrazione tra competenze scientifiche, visione architettonica e politiche lungimiranti è l’unica via percorribile per costruire un ecosistema produttivo capace di prosperare in armonia con i limiti planetari.